Legge di Bilancio 2020, una sintesi sulla “nuova” tassazione immobiliare 06 Febbraio 20

Legge di Bilancio 2020, una sintesi sulla “nuova” tassazione immobiliare

La Legge di Bilancio 2020 (l. 160/2019) ha, come prevedibile, impattato anche sul settore immobiliare. Le novità sulle tassazioni immobiliari non sono tantissime e, in molti casi, si riferiscono ad una sostanziale conferma dei bonus già in essere. Val tuttavia la pena cercare di riassumere quali sono le novità per gli immobili, e come cambia la posizione dei singoli contribuenti.

Cerchiamo di esaminare punto per punto le innovazioni di maggiore rilievo.

Cedolare secca

Cominciamo con l’attesa riduzione, dal 15% al 10%, a regime, della misura dell’aliquota della cedolare secca sui canoni di locazione abitativo per contratti a canone concordato. In un primo momento era stata ipotizzata un’aliquota al 12,5%, mentre nel documento della manovra finanziaria l’aliquota è stata ulteriormente ribassata al 10%.

Bonus casa

Vengono prorogate al 31 dicembre 2020 tutte le principali detrazioni per gli interventi sulla casa, come quelli sull’efficienza energetica, la ristrutturazione edilizia e l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di elevata classe energetica.

Viene inoltre introdotta la detrazione Irpef del 90% sulle spese sostenute relative agli interventi edilizi finalizzati al recupero o al restauro della facciata degli edifici. Con le ultime modifiche apportate – contrariamente a quanto suggeriva una prima stesura del testo – è stato previsto che il bonus possa spettare anche per i soli interventi di pulitura e di tinteggiatura esterna, pur limitato agli edifici situati in zone storiche e già edificate.

Monitoraggio strutturale

Viene istituto un credito di imposta nel limite complessivo di 1,5 milioni di euro per ognuno degli anni 2020 e 2021, per le spese relative all’acquisizione e alla predisposizione dei sistemi di monitoraggio strutturale continuo, al fine di incrementare il livello di sicurezza degli immobili.

Imu

Viene unificata l’imposta comunale sugli immobili (Imu) e con il tributo per i servizi indivisibili (Tasi). Si tratta di una ristrutturazione dell’imposizione immobiliare che, almeno in questa prima fase, non dovrebbe avere grandi impatti sulla posizione dei contribuenti.

Ricordiamo che l’aliquota di base è fissata allo 0,86%, ma può essere incrementata o decrementata dai comuni a determinate condizioni. Inoltre, viene ridotta l’aliquota per i fabbricati rurali strumentali e, al 2022, viene anticipata la deducibilità integrale dell’Imu sugli immobili strumentali (per il 2020 e per il 2021 in vigore al 60%, ex 50% nel 2019).

Sconto in fattura

Infine, rileviamo come sia stata sostanzialmente abbandonata la possibilità di usufruire dello sconto in fattura, ovvero della possibilità – rimessa alla libera valutazione del contribuente – di poter godere di una riduzione dell’importo lordo nella fattura del fornitore, in luogo della consueta detrazione fiscale (al fornitore, poi, la possibilità di recuperare tale sconto mediante credito di imposta).

La Legge di Bilancio 2020 limita lo sconto in fattura ai soli interventi di primo livello su edifici condominiali, e a patto che il valore degli stessi sia almeno pari o superiore ai 200.000 euro

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